A Catania “Apertura anno Giudiziario 2021” tra criticità e buoni propositi.

A Catania “Apertura anno Giudiziario 2021” tra criticità e buoni propositi.

Al Tribunale di Catania lo scorso sabato 30 gennaio si è svolta la cerimonia di apertura dell’Anno giudiziario, in “maniera del tutto inusuale” e per la prima volta in streaming, per consentire la partecipazione degli addetti ai lavori e di altre autorità istituzionali.

La Presidente della Corte di appello di Catania, dott.ssa Domenica Motta, ha aperto la cerimonia con i saluti istituzionali, ringraziando le autorità civili e religiose presenti. La sua relazione, che lei stessa definisce “frammentaria”, ha messo in luce tutte le criticità che la pandemia ha acuito nel corso dei mesi, quali la logistica dei tribunali, la loro precarietà, la carenza di organico e non ultimo l’approccio ad un nuovo modo di celebrare le udienze in riferimento alla trattazione cartolare, le difficoltà iniziali incontrate dalla necessità di cambiare il modo di intendere l’udienza per garantire l’immediata giustizia soprattutto in quei settori nevralgici che afferiscono alle imprese , al lavoro, alle famiglie. Ha inoltre posto l’accento sulle segnalazioni pervenute dal tribunale dei minori che ha registrato soprattutto nel primo semestre, in piena pandemia, una notevole quantità di reati e un continuo ingresso di manovalanza criminale.

Nonostante tutte le difficoltà, ha espresso grandi meriti a tutti i colleghi e gli operatori del diritto che non hanno smesso di dare continuità al loro servizio, garantendo ai cittadini di essere difesi e ottenere giustizia.  Ha ribadito inoltre, che il calo di produttività non ha raggiunto proporzioni allarmanti e non ha determinato un arretrato non recuperabile.

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In rappresentanza e come componente del Consiglio Superiore della Magistratura è intervenuta la dott.ssa Concetta Grillo, la quale ha posto l’accento sulla Cultura dell’organizzazione e della gestione.

 La pandemia ha inciso indubbiamente sul modus operandi e per primo il Csm ha adottato modifiche regolamentari con efficacia temporanea, per garantire lo svolgimento dei lavori consiliari da remoto. Dunque l’organizzazione corretta e funzionale si arricchisce con la cultura della partecipazione e progetti condivisi. Del resto la settima commissione del Csm si occupa proprio di dare le linee guida ad una corretta organizzazione anche con la diffusione di nuovi processi. Importante è il coinvolgimento di tutti gli uffici compresa l’Avvocatura. 

“L’organizzazione è uno strumento ma non il fine ultimo, che non è solo quello di rendere giustizia in breve tempo, ma di rendere giustizia, attraverso un percorso di studio, di valutazioni, per far sì che la realtà processuale sia rispondente alla realtà sostanziale”..

Conclude il suo intervento con un pensiero ai 251 giovani magistrati che a breve verranno chiamati a scegliere la loro sede, spesso tribunali difficili. L’augurio è di vivere una bella avventura professionale non solo con la responsabilità e il peso sulle spalle dell’attività giurisdizionale, ma anche con il compito di contribuire a ridare credibilità alla loro funzione.

Il rappresentate del Ministro Dott. Francesco Cottone è intervenuto con una relazione puntuale su tutti i settori giurisdizionali sottolineando su come sono state affrontate le criticità nonostante le avversità delle restrizioni e su cosa è previsto sul piano dell’innovazione telematica per snellire procedure ed arretrati dei processi ed essere al passo con l’informatizzazione dei sistemi, grazie ad uno staff di professionisti qualificati e grazie ai fondi europei previsti dal PNRR.

Il focus dell’intervento è stato sulle “Piante organiche flessibili”, composte da 170 unità, per sopperire alle criticità di rendimento e di smaltimento delle pendenze dovute ad assenze per malattie, maternità e altre cause; l’intervento nelle carceri per contrastare la diffusione del contagio, con implementazione del personale e modalità skype per i contatti tra detenuti e familiari.

Grande passo per quanto riguarda l’esecuzione minorile, con la valorizzazione dell’istituto della messa alla prova, della giustizia riparativa, per la tutela della vittima che nei processi per minori non può costituirsi parte civile. “Questo territorio e la regione Sicilia, hanno avuto la capacità di valorizzare i fondi europei per importanti progetti per il contrasto della devianza minorile, con la scolarizzazione e l’acquisizione di competenze dei minori ed il recupero e reinserimento sociale di giovani adulti in esecuzione penale esterna”.

Una ferita sanguinante è stato l’intervento del Procuratore generale della Repubblica, dott. Roberto Saieva, che ha ricordato anche attraverso le parole del Capo dello Stato “il Quadro sconcertante e inaccettabile” in seno al Csm, ormai noto a tutti.  Grazie alle indagini condotte dai pubblici ministeri di Perugia e dagli ultimi atti risultano essere coinvolti un consistente numero di magistrati e ambienti giudiziari più vasti.

“Al decadimento ha fortemente contribuito la degenerazione dei gruppi associativi, nati come luoghi di elaborazione di idee e proposte e trasformatisi a mano a mano in centri di puro e inflessibile esercizio di potere diretto a condizionare l’attività del Csm e la vita interna degli uffici giudiziari, anche contro gli associati dei gruppi antagonisti e a discapito dei magistrati indipendenti

Parole dure, che rivelano la profonda amarezza per gli effetti devastanti anche fuori dal mondo della magistratura. 

L’indebolimento agli occhi sociali dei valori civili e della giustizia, la poca fiducia nelle istituzioni è solo una parte del prezzo da pagare.

La cerimonia è stata conclusa con l’intervento del Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati,  Avv. Rosario Pizzino, ricordando la dolorosa dipartita dei colleghi Fabio Ferlito, Gaetano Bandieramonte e Francesco Finocchiaro, causata dal covid 19 contratto nell’esercizio delle proprie funzioni.  Nonostante l’esposizione al contagio, tutt’oggi gli avvocati offrono la loro assistenza affinché possa essere garantita la tutela ai cittadini. L’ammodernamento delle procedure è stata un grande svolta ma devono consolidarsi e perfezionarsi. In tal senso rivolge un invito al rappresentante del Ministro di intervenire fattivamente sulle questioni logistiche e sull’edilizia giudiziaria ormai inadeguata e vetusta, ai limiti dell’agibilità, sulla carenza di organico. Anche se sono previsti degli interventi nel prossimo futuro come la cittadella della giustizia e la digitalizzazione, non si possono più attendere le lungaggini della burocrazia, pertanto l’invito è quello di accelerare i tempi tenendo conto che si è ancora in fase di emergenza. 

Ai presenti è stato offerto il girasole, per antonomasia il “fiore della Legalità”, riconosciuto dalla Federfiori come il fiore che volge lo sguardo verso la luce della giustizia.

Valeria Barbagallo

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