5G, L’ANTENNA DI ULTIMA GENERAZIONE E’ DAVVERO PERICOLOSA? LO STATO TACE MA AUTORIZZA

DANNI ALLA SALUTE

La letteratura delle radio frequenze del 5G, è difficile da comprendere in termini scientifici, le radio frequenze prodotte sono diverse dei precedenti 4G. C’è tale confusione che non convince la gente da che parte stare. I 5G, si chiede la gente, sono veramente innocui alla salute? Gli esiti delle ricerche sui danni alla salute provocati dal campo magnetico sono ancora sconosciuti o sottaciuti dall’O.M.S.? la quale comunque invita alla prudenza, cioè non istallare detti impianti in prossimità di scuole, ospedali, reparti di geriatria e centri urbani con forte concentrazione abitativa. E’ ovvio che chi abita vicino ad una emittente di telefonia mobile vive una vita di paure poiché nessun tecnico spiega benefici o danni al corpo umano.

Hauawei ultime notizie scandalo, USA contro Cina ed Italia

Il metodo scientifico dell’antenna 5G non convince neanche l’America, e con essa si sono alleati molti Stati del mondo.

Il colosso cinese che fabbrica l’antenna a radio frequenza elevata, la HUAWEI fa commercio a buon prezzo dell’antenna di ultima generazione 5G sull’Europa, ed è guerra diplomatica tra CINA E STATI UNITI.

Se si trattasse soltanto di commercio al miglior offerente non ci sarebbe nulla da dire, la verità sta invece sui giochi di potere. Il 5G è una apparecchiatura di telefonia mobile di ultima generazione, capace di entrare in tutti i sistemi informatici, per essa si è scatenata una guerra mediatica tra Stati Uniti e la Cina per il dominio informatico sugli stati nel mondo.

Sicilia mappa delle antenne, impiego per uso militare

La collocazione sul mercato europeo dei 5G, sembra che la Cina abbia avuto la meglio sull’Europa. Le contestazioni imposte dall’America è perché in Europa ed in particolare in Italia, geograficamente al centro del Mediterraneo, vi sono molti insediamenti militari Statunitensi. Il potere della HUAWEI Cinese col il 5G costituisce un pericolo, un modo semplice per introdursi nei sistemi elettronici e raccogliere dati di spionaggio nelle strategie militari dell’esercito Statunitense. La super potenza statunitense potrebbe perdere il controllo strategico dei suoi eserciti installati in Europa, compreso la NATO e dei paesi alleati a vantaggio del governo di Pechino. 

Questa macchina, a dirla in modo semplice costituisce un regime di controllo su ogni apparecchiatura elettronica, detto in modo più semplice: così come controlla il movimento del nostro cane con il microchip quando scappa di casa, controlla anche noi tramite il nostro telefonino e tutta una miriadi di attività dell’uomo e della vita pubblica e amministrativa. La casa produttrice dei 5G HUAWEI, si legge nei notiziari online, ha pagato all’Italia sei miliardi e mezzo per avere campo libero per installare le loro antenne in tutte le province del nostro territorio nazionale. Anche all’interno dei partiti al Governo centrale ci sono state tensioni mediatiche, c’è chi difende le nostre coste e c’è invece chi va IN Cina a firmare la convenzione commerciale, la cosiddetta via della seta, introducendo i prodotti commerciali Cinesi a basso prezzo nel territorio italiano, mandando a fallimento le nostre aziende.

Segreti sul 5g 2020, copertura in Italia

Per smorzare polemiche e dubbi sull’utilità dei 5G riportiamo integralmente un’intervista a Luigi De Vecchis, presidente in Italia del gruppo di telecomunicazioni cinese:

“Per spiegare che cosa sarebbe il mondo senza Huawei – dice Luigi De Vecchis -, usa una metafora alimentare. «Huawei non è come l’olio di palma, che lo puoi togliere dai biscotti e sostituire. Se non c’è Huawei, si genera un problema nella filiera. Abbiamo fatto passi tecnologici importanti, siamo stati i primi al mondo a lanciare il chip dell’intelligenza artificiale semplice e a basso costo. Un trend setter come noi fa da traino a tutta l’industria». Per dire che, se la Gran Bretagna ha annunciato la scorsa settimana, in linea con gli Stati Uniti di Donald Trump, di escludere Huawei dalle gare per il 5G — la tecnologia di quinta generazione per l’Internet ultraveloce, attraverso le reti dei cellulari — «non sarà velocemente rimpiazzabile». La multinazionale fondata da Ren Zhengfei, secondo produttore al mondo di smartphone dopo Samsung e prima di Apple, dice De Vecchis, «non è una minaccia per la sicurezza dei dati. Siamo pronti a ogni controllo”.

Regolamentazioni sulle radio frequenze nocive, radiazioni ponti e fonti di inquinamento elettromagnetico

L’articolo 8, della legge 22 febbraio 2001, n. 36, comma 6, è lo strumento che i sindaci potevano attrezzarsi di un piano d’azione per prevenire e garantire la salute ai cittadini in prossimità di antenne a radio frequenze con campi elettromagnetici. C’è un cambio di rotta, l’articolo anzidetto è stato sostituito in virtù dell’entrata in vigore del “Decreto Legge sulle Semplificazioni” ecco la motivazione: “I comuni possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici con riferimento a siti sensibili individuati in modo specifico, con esclusione della possibilità di introdurre limitazioni alla localizzazione in aree generalizzate del territorio di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche di qualsiasi tipologia e, in ogni caso, di incidere, anche in via indiretta o mediante provvedimenti contingibili e urgenti, sui limiti di esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sui valori di attenzione e sugli obiettivi di qualità, riservati allo Stato ai sensi dell’articolo”.

Di contro, Washington avverte l’Italia sul 5G: “Huawei rischio per la sicurezza”

Il quotidiano “La Stampa” del 2 agosto 2020, scrive in sottotitolo “Monito del Dipartimento di Stato” La società è il braccio operativo del Partito Comunista: Spia e manipola le informazioni. La notizia firmata dall’inviato a New York, Paolo Mastrolilli. Il Segnale che il Dipartimento di Stato manda al Governo italiano è chiaro: consentire a fornitori inaffidabili come Huawei, soggetti agli ordini del Partito Comunista cinese, di controllare il 5G, rende sistemi cruciali vulnerabili a interruzioni, manipolazioni, spionaggio, mette a rischio delicate informazioni governative, commerciali e personali.

Le ultime notizie dal web suscitano grande perplessità come fosse incredibile una notizia assai allarmante, ma che si ricollega a quanto detto prima. Ecco.

GLI HACKER CINESI ALL’ATTACCO DEL VATICANO?

Nonostante l’accordo sui vescovi, e il miglioramento dei rapporti bilaterali occorso durante la pandemia, le prospettive di successo dell’agenda cinese di Papa Francesco sono rimaste basse poiché è la diffidenza, e non la fiducia, che ha continuato, e continua, a caratterizzare la complicata relazione sino-cattolica. Ad alimentare ed incrementare i dubbi sulla riuscita del piano del pontefice giunge la pubblicazione di un documento di Recorded Future, un’agenzia per la sicurezza cibernetica che monitora il web, denunciante una serie di hackeraggi a scopo spionistico presumibilmente condotti da Pechino contro i computer vaticani negli ultimi tre mesi.

Il rapporto è stato pubblicato il 28 luglio e, in breve, afferma che gli analisti della compagnia hanno scoperto una serie di hackeraggi, e tentati hackeraggi, compiuti dai soldati cibernetici di Pechino ai danni dei server vaticani con l’intento di rubare informazioni sensibili utili per capire che clima si respira nelle stanze dei bottoni della Santa Sede e quali progetti ha il pontefice per Taiwan e Hong Kong.

Con il nuovo DL. semplificazioni da poco in Gazzetta Ufficiale le ordinanze di diniego per l’installazione dei 5G di oltre 500 sindaci (tra cui grandi città) che imponevano il blocco del 5G sono diventate carta bianca, incapace di contrasto e ostacolare l’impianto 5G. La copertura del territorio Italiano proseguirà mettendo a tacere qualsiasi dissidente, sindaci o semplici cittadini, competenti o semplicemente poco informati.

Carmelo Santangelo

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